Nel periodo di colonizzazione romana Trieste subì diversi saccheggiamenti da parte dei Barbari, da qui la decisione di Ottaviano di far circondare la città da possenti mura oltre alla costruzione di due acquedotti e strade.
La posizione sul mare contribuì allo sviluppo di un piccolo traffico commerciale nella città.
Nel Medioevo Trieste si estendeva sul Colle di S. Giusto e la città vecchia era ancora circondata dalle mure romane, l'attività principale era il commercio del sale.
Dal XV al XVII secolo Trieste vide alternarsi piccoli periodi di sviluppo a pesanti periodi di oscurità. Solo all'inizio del XVIII secolo Trieste ricominciò a rifiorire, grazie alle politiche economiche avviate da Carlo VI, il quale aveva esteso anche aTrieste il dominio Austriaco, la città ebbe un forte sviluppo sociale ed economico, in quanto il porto rappresentava un indispensabile collegamento marittimo, Carlo VI quindi proclamò Trieste porto franco con un editto nel 1719.
All'inizio del XIX secolo Trieste fu occupata dai Francesi. Dopo la sconfitta di Napoleone, Trieste ritornò sotto l'Austria nel 1813, ne seguì un nuovo periodo di benessere e sviluppo. La prima metà del secolo vide la fondazione di istituti bancari, assicurazioni, imprese commerciali e marittime. L'apertura del canale di Suez contribuì ad un'ulteriore crescita economica della città.
Oltre alla crescita economica, Trieste cominciava a sentire la voglia di
un'Unione Nazionale, e l'indipendenza dell'impero Austriaco.
Quando nel 1915 l'Italia entrò nella I guerra mondiale, gli irredentisti pensarono che l'indipendenza potesse essere vicina, quindi molti di essi si
arruolarono come combattenti volontari.
Nel periodo del fascismo, Trieste non godette di un periodo felice, gli sloveni che vivevano sul Carso e all'interno dell'Istria furono perseguitati dai fascisti, in seguito vennero perseguitati e discriminati gli abitanti di origine ebraica. Alla fine della II guerra mondiale, la città venne occupata dai militari tedeschi e annessa al III Reich. Si acuirono le persecuzioni nei confronti degli ebrei e venne costruita la Risiera di S. Saba, un campo di concentramento dove molti ebrei vennero "gasati".
Nel 1945 la città venne occupata dall'esercito jugoslavo, il quale in poco più di un mese di occupazione maltrattò la popolazione con barbarica cattiveria, uccidendo anche molti abitanti italiani e gettandoli nelle Foibe, fosse comuni nel carso triestino.
Finalmente Trieste vede la liberazione da parte degli Americani mentre la striscia Istriana rimane sotto la Jugoslavia.
I nuovi confini vennero defini con il trattato di Parigi, nel 1954 vi fu un esodo di massa della popolazione istriana verso l'italia.
Dal 1964 Trieste diventa capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia.
Nel 1974 venne firmato il Trattato di Osimo tra Italia ed ex Jugoslavia, e la Zona A divenne definitivamente italiana. Anche i confini di ambedue gli stati vennero riconosciuti e in questo modo l'Italia rinunciò definitivamente ai territori dell'Istria.
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