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Thursday, September 09, 2010  Bookmarks  

Il Dio della carneficina
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Politeama Rossetti
dal 9 al 14 febbraio 2010


Uno straordinario poker d’assi sul palcoscenico: Anna Bonaiuto e Silvio Orlando, una coppia di fuoriclasse del teatro e del cinema italiano.
E due fra i più interessanti attori che si siano potentemente imposti all’attenzione del pubblico e della critica negli anni recenti, Michela Cescon e Alessio Boni.
Li dirige con magistrale sapienza Roberto Andò, in un testo forte, contemporaneo, cinico e vero come Il Dio della carneficina.
Si tratta dell’ultimo capolavoro di Yasmina Reza, scrittrice francese del 1959, acutissima, sarcastica disegnatrice del presente, più volte Moliére Award e apprezzata da registi e interpreti fra cui Luc Bondy, John Turturro, Roman Polanski...
Il Dio della carneficina è dal 2006 in scena contemporaneamente in diversi teatri europei, in particolare è stato premiato a Vienna per la regia di Jurge Gosch, è stato allestito a Parigi dalla stessa Reza con protagonista Isabelle Huppert, mentre a Londra vantava nel cast il bravissimo Ralph Fiennes.
Il plot affonda le proprie basi nel quotidiano: Véronique e Michel Houillé (Bonaiuto e Orlando), genitori del piccolo Bruno, ricevono in casa Annette e Alain Reille (Cescon e Boni), genitori di Ferdinand, che ha colpito al viso il loro figlio in una lite di strada. Le due coppie hanno deciso di incontrarsi per regolare la disputa nel segno della civiltà e del buon senso adulto.
All’inizio, dunque, ben disposti e concilianti, tentano di approcciarsi con propositi di tolleranza e comprensione reciproca che, però, poco a poco svaniranno del tutto.
«Ne Il Dio della carneficina – scrive Andò – c’è una specie di furibondo humour sarcastico, ma anche l’abilità cesellatrice di un dialogo in bilico tra commedia e tragedia, ricreato ascoltando il potere micidiale e terribile della parola media (...).
Un piccolo trattato morale di teoria della cultura, che sembra voler rispondere – con l’ambiguità tipica del teatro – alla seguente domanda: Le buone intenzioni ci salveranno? La Reza non sembra avere dubbi: No!». Dell’umanità che ci circonda, con gli strumenti di un cinico umorismo e un’architettura di battute e colpi di scena, evidenzia il sottofondo barbarico, nichilista, incapace di condividere un minimo progetto comune: un sottofondo che, non ci piace ammetterlo, ma talvolta appartiene anche a noi.

Di: Yasmina Reza
traduzione di Alessandra Serra
Scene: Gianni Carluccio
Costumi: Gianni Carluccio
Regia: Roberto Andò
Produzione: Nuovo Teatro
Interpreti: Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Michela Cescon, Silvio Orlando
Repliche: 6


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3/2/2010
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